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BREVE CENNO STORICO DELLA SEZIONE DI PERUGIA di Livio Soli |
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ATTIVITA' STORICA DELLA SEZIONE DI PERUGIA di Livio Soli |
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UNO DEI NOSTRI PRESIDENTI di Mario Pitzurra |
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MEDAGLIERE di Ferdinando Cecchetti |
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LA NOSTRA STORIA di Giampiero Ferraguzzi |
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LA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN di Miriam Cacudi |
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Sono stato invitato da Livio Soli a scrivere due righe in occasione
della 49a Assemblea della Associazione Nazionale Paracadutisti
d'Italia, che avrà luogo a Perugia nei giorni 28 e 29 Marzo
1998. Debbo sinceramente dire che mi ha colto di sorpresa e pur
avendo accettato poi, con la penna in mano, mi sono trovato in
qualche difficoltà. Per me oggi il paracadutismo rimane
qualche cosa di magico, quasi di irreale. E mi domando a volte se
è proprio vera la parentesi della mia vita che mi ha legato
indissolubilmente a quel modo di essere sulla terra e nel cielo
che solo i paracadutisti sanno. Roba di cinquant'anni fa: fatta
di cose che ormai sono consegnate alla storia. La torre di lancio, lo
slancio, il salto dal muro e il capitombolo. Per non dire di
imbracature paleolitiche, col paracadute attaccato in mezzo
alla colonna vertebrale, l'anello di forzamento che se uno
era un po' pesante si rompeva. Senza paracadute di emergenza.
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Quello che segue è il breve profilo di ognuna delle persone nascoste dietro queste medaglie; persone eccezionali che sotto l’ideale di patria onore e rettitudine hanno servito questo Paese divenendo a loro insputa esempio per le generazioni che vorranno leggere in queste poche righe la loro storia e farne tesoro. Il nostro medagliere vanta:
Un grazie va al Par. CECCHETTI Ferdinando che con la sua opera certosina, dimostrando la tenacia che ci contraddistingue, si č sobbarcato una grande mole di lavoro di ricerca tra i polverosi faldoni dell’archivio storico. Questo sforzo ha permesso di ritrovare e ridare luce a personaggi anche troppo lasciati in ombra cui va il nostro giusto riconoscimento
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Si cominciò a parlare di paracadute quando si formarono per lo
scoppio del primo conflitto mondiale gli Arditi dell'Aria.
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La grande battaglia d'Africa prese il nome da una località a circa cento chilometri ad ovest di Alessandria d'Egitto in una battaglia aspra e cruenta. La divisione Folgore la combatté con fermo ed eroico coraggio contro forze molto superiori per numero ed efficienza di mezzi, per valido appoggio aereo, e per continui rifornimenti di munizioni.
Il 31 ottobre fu respinto un altro attacco contro la 21a compagnia,
che gli inglesi tentarono di accerchiare per aprirsi un varco nello
schieramento difensivo. Nella stessa sera dopo il combattimento i
paracadutisti della 21a Compagnia compirono ancora azioni di
pattuglia contro i nemici facendo prigionieri e catturando i carri
armati.
E il Foscolo, per questo, prende come esempio dell'eroe che sacrifica
la vita per la libertà della patria 1'omerico Ettore e
scrive:
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